Ecco tutti i post etichettati Kylie Minogue

Nella lista che segue non compare Bad Romance solo perché per noiosi motivi non è eleggibile a canzone dell’anno.

A ogni modo, sotto all’immagine che ritrae una popstar intenta e saltare su un tappeto elastico in slow motion, trovate alcuni suggerimenti di brani usciti nel 2010 che non fanno poi così schifo.

#1. Sophie Ellis-Bextor – Bittersweet

#2. Lady Gaga – Alejandro

#3. Kylie Minogue – All The Lovers

#4. Robyn – Dancing On My Own

#5. Katie Melua – The Flood

#6. Hurts – Wonderful Life

#7. iamamiwhoami – Y

#8. Mini Viva – One Touch

#5. Kylie Minogue - Aphrodite

Abbiamo già parlato di Aphrodite in lungo e in largo la scorsa estate.

Malgrado alcuni suoi momenti non troppo brillanti se considerati singolarmente, l’album resta, nel complesso, molto piacevole dalla prima all’ultima canzone.

E i momenti più brillanti? Be’, quelli sono davvero immensi. È Kylie Minogue, è musica pop. Non è un album perfetto, ma funziona perfettamente.

Haus of pop consiglia: All The Lovers, Cupid Boy, Closer.

I got this high without taking a pill
And the award for Worst Lyric Of The Year goes to…

Kylie - Aphrodite

Una recensione.

All The Lovers
“All the lovers that have gone before, they don’t compare to you”

Dance, it’s all I wanna do, so won’t you dance: All The Lovers apre perfettamente le danze dell’undicesima fatica di Kylie Minogue. Primo singolo estratto dall’album, mi è piaciuto molto fin dal primo ascolto. È una canzone raffinata e allo stesso tempo euforica; è gioiosa, eppure cela una vena malinconica: come se la certezza di aver trovato l’amore perfetto sia destinata, da un momento all’altro, ad essere disillusa. Oh come sono poetico patetico. Forse, ma c’è qualcosa in questa canzone che la rende viva, in continuo movimento e evoluzione. Un brano che, ad ogni ascolto, avrà sempre qualcosa di nuovo da dire. 10/10

Get Outta My Way
“You’re getting boring, you’re oh so boring,
and I don’t recognise the zombie you’ve turned into”

Se dal punto di vista del testo può essere interpretata come la continuazione ideale del brano precedente, musicalmente Get Outta My Way incarna la canzone pop perfetta: radiofonica e commerciale nel senso più auspicabile del termine. Ha tutte le carte in regola per diventare uno dei più grandi successi di Miss Minogue, al pari di I Should Be So Lucky e Can’t Get You Out Of My Head. Apparentemente una “canzoncina”, di fatto ha una struttura melodica non banale e un arrangiamento vocale costruito su misura per la particolare duttilità della voce di Kylie. 8.5/10

Put Your Hands Up (If You Feel Love)
“All we need is love in this life, it’s true,
all I need is the love I get from you”

Forse penalizzato dalla posizione in scaletta (è difficile accettare che, dopo soli 3 minuti e 40 secondi, Get Outta My Way finisca e il disco continui con un’altra canzone), ma trovo che questo sia uno dei brani più deboli dell’album. Ogni volta che sento pronunciare le prime parole mi sembra di ascoltare un brano di Dannii Minogue; non che ci sia nulla di male nella musica di Dannii Minogue, sia chiaro. Ma Put Your Hands Up non è esattamente il miglior esemplare di brano dance al mondo e una produzione ineccepibile non basta per fare una buona canzone. Dalla combinazione Nervo Twins (When Love Takes Over) + Smarsmith (Ellie Goulding, Diana Vickers) mi aspettavo molto di più. 6.5/10

Closer
“Closer, and closer, and closer to you now, never enough”

Oh, eccoci. Si tratta di una delle gemme più preziose con cui Stuart Price ha arricchito l’album: strati di voce e musica costruiscono un climax ascendente davvero irresistibile. Sognante e ipnotica, potrei ascoltare questa canzone per ore. 10/10

Everything Is Beautiful
“Let’s go through the ritual, until everything is beautiful” 

Provo sentimenti confusi nei confronti di questa canzone. Mi piacciono molto le strofe, l’attacco del ritornello e lo “special”, ma nel complesso il brano non riesce a decollare come vorrebbe. È la canzone più debole dell’album, insieme a Put Your Hands Up. Appena sufficiente per me. 6/10

Aphrodite
It’s the truth, it’s a fact: I was gone and now I’m back, yeah!”

La traccia che dà il nome al disco è un’esplicita dichiarazione di identità e di intenti: io sono Kylie, sono tornata, sono feroce e sono la dea dell’amore, capito? Se con Dreams, 12 anni fa, nasceva la “principessa impossibile”, con questo brano Kylie dà una nuova definizione di sé, e lo fa con una sicurezza e una confidenza inaudite. Can you feel me in the stereo? Altroché, cara Kylie. 8.5/10

Illusion
“Follow my dreams into distant lands,
blowing in the winds over shifting sands”

Ci ho messo un po’ a capire il fascino di questa canzone: ai primi ascolti l’avevo liquidata come la peggiore dell’album. Poi è successa la stessa identica cosa che mi era capitata con Sensitized, un brano del precedente disco X: improvvisamente, senza un motivo preciso, ha fatto “click”. Non è certo la mia preferita, ma a mio avviso Illusion vale molto più di quanto non possa sembrare inizialmente. E, proprio come Sensitized, ha una base meravigliosa, piena di suoni senza senso e splendide armonie vocali. 7.5/10

Better Than Today
“What’s the point of living if you don’t wanna dance?”

Amo questa canzone. Gentilmente avuta in regalo da Nerina Pallot, Kylie l’ha fatta sua trasformandola in un festoso inno alla vita. La chitarra acustica della versione originale è rimasta, ma ad essa si sono aggiunti un fervore di suoni e colori che fanno di questo brano uno dei momenti più piacevoli di tutto l’album. 8/10

Too Much
“When you read my body, can you touch my mind?”

Scritta a sei mani da Kylie, Jake Shears (Scissor Sisters) e Calvin Harris, Too Much non poteva che essere la canzone più delirante del disco. In senso buono, ovviamente. La produzione dell’artista scozzese si fa sentire prepotentemente, e ricorda i momenti migliori del suo Ready For The Weekend. Gli ultimi 15 secondi di follia, in particolare, sono davvero memorabili. 8.5/10

Cupid Boy
“So why don’t you thrill me like you did before?
Why don’t you give me a little bit more?”

Questa canzone è assurda, punto. 10/10

Looking For An Angel
“I want this life to be twice as nice with somebody by my side”

Sembra che questa canzone sia universalmente considerata uno stupidissimo e inutile riempi-album. Evidentemente io ho qualche problema, perché fin dal primo ascolto l’ho semplicemente adorata. È la versione gioiosa di Closer: suoni e voci si accumulano in un crescendo travolgente che esplode in uno dei più riusciti Momenti Stuart Price della storia. 9/10

Can't Beat The Feeling
“My heart plays a rhythm in my head, I can’t help but move”

Qualcuno qui ha cercato di scrivere la nuova Love At First Sight. Mettiamolo in chiaro una volta per tutte: quella canzone non potrà mai essere replicata grazie. Tutto sommato, comunque, Can’t Beat The Feeling non è affatto male. L’ultimo minuto, in particolare, è davvero notevole: la voce di Kylie prende vita propria reinventando parte del ritornello e la base si arricchisce di nuovi suoni che riportano all’euforia di All The Lovers, chiudendo perfettamente il cerchio. 7.5/10


Conclusioni

Kylie Minogue, per la prima volta nella sua carriera pluriventennale, ha affidato la supervisione dell’album ad un unico produttore esecutivo. Nei crediti Stuart Price viene ringraziato dalla cantante australiana “for tying the whole thing up in the most magical fashion”: Aphrodite, infatti, è un album molto coeso e organico, pur mantenendo la varietà dovuta ai diversi autori e produttori delle singole canzoni.

Molti critici non hanno espresso particolare entusiasmo per questo album, giudicandolo troppo piatto, banale e uguale a se stesso; credo, invece, che sia necessario qualche ascolto in più per scoprirne i punti forti e poterlo apprezzare pienamente. Sì, forse mancano veri esempi di innovazione, e certamente la presenza di Stuart Price non è bastata a fare di questo album un lavoro qualitativamente paragonabile a un Confessions On A Dance Floor qualsiasi.

Gusti personali a parte, però, è indubbio che Kylie Minogue si trovi nuovamente e finalmente in un territorio a lei familiare, che è in grado di padroneggiare in assoluta sicurezza. Aiutata da una splendida forma vocale ritrovata, si sente che questo lavoro ha visto la cantante coinvolta pienamente e con reale convinzione.

You can’t lie to the listener and also you can hear someone smiling when they sing. You can feel and hear on the record when the heartbeat is comfortable and not anxious.
With every song, if we weren’t having a good time, we pressed the stop button.

Se alcune canzoni del precedente X portavano effettivamente elementi di novità e sperimentazione, è anche vero che, riascoltando oggi brani come Nu-Di-Ty, è difficile credere che Kylie si sentisse davvero a suo agio in contesti simili.

Lasciamo la sperimentazione a chi ne ha fatto una scelta di vita e non scandalizziamoci se un’artista di 42 anni, con alle spalle un repertorio ricco e variegato, ha voglia di fare solo e semplicemente della buona musica pop.

Bentornata, Kylie.