Ecco tutti i post etichettati charts

Nella lista che segue non compare Bad Romance solo perché per noiosi motivi non è eleggibile a canzone dell’anno.

A ogni modo, sotto all’immagine che ritrae una popstar intenta e saltare su un tappeto elastico in slow motion, trovate alcuni suggerimenti di brani usciti nel 2010 che non fanno poi così schifo.

#1. Sophie Ellis-Bextor – Bittersweet

#2. Lady Gaga – Alejandro

#3. Kylie Minogue – All The Lovers

#4. Robyn – Dancing On My Own

#5. Katie Melua – The Flood

#6. Hurts – Wonderful Life

#7. iamamiwhoami – Y

#8. Mini Viva – One Touch

#1. Robyn - Body Talk

Probabilmente il progetto musicale più geniale che finora, in tutta la mia vita, abbia avuto la fortuna di veder nascere, svilupparsi e concludersi.

Haus of pop consiglia:
Pt. 1: Dancing On My Own, None Of Dem, Fembot;
Pt. 2: Love Kills, Criminal Intent, We Dance To The Beat;
Pt. 3: Time Machine, Indestructible, Call Your Girlfriend.

#2. Hurts - Happiness

Happiness è senza dubbio tra i migliori album di debutto degli ultimi anni, non ho altro da aggiungere.

Haus of pop consiglia: Sunday, Devotion, Wonderful Life.

#3. Ellie Goulding - Bright Lights

Ricordate quando vi parlai di Ellie Goulding per la prima volta? È passato ormai quasi un anno, e sono orgoglioso di poter riservare la terza posizione della mia classifica a questa talentuosa ragazza inglese.

Lights è un album splendidamente “over-prodotto”, come solo l’entusiasmo misto a ingenuità dei giovani musicisti riescono a fare. Poco male, se – sotto strati e strati di sintetizzatori – Ellie dimostra continuamente che la sostanza c’è eccome.

Ripubblicato il mese scorso con il nome Bright Lights, il disco si arricchisce di otto nuove canzoni per un totale di 18 brani, di cui è davvero difficile indicarne uno solo che sia debole o poco riuscito.

Haus of pop consiglia: This Love (Will Be Your Downfall), The Writer, Animal.

#4. Goldfrapp - Head First

Alison Goldfrapp e Will Gregory giungono al decimo anno di carriera e al quinto album insieme. Head First è breve e intenso, estremamente coeso e interamente ispirato ai fantastici anni ‘80.

Tra momenti spiritosi, romantici, sognanti o semplicemente gioiosi, l’album non vuole essere altro che un euforico inno alla vita e all’amore. E lo fa in modo così sfacciato da superare i confini della banalità ed entrare a tutti gli effetti nel meraviglioso.

Un disco “facile” – nel senso più felice del termine – che da nove mesi a questa parte non mi ha mai stancato. E che, in uno dei concerti più piacevoli a cui abbia mai assistito, ha egregiamente superato anche la prova dal vivo.

Haus of pop consiglia: Shiny And Warm, Dreaming, Head First.